W.I.P.

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W.I.P.
  , un set su Flickr.

Cari Amici, buon giovedì a voi tutti!
Ci si rivede da queste desolante parti dopo weekend di fuoco, difficile e imprevedibile, terribile ed entusiasmante.
Questo accade, nel mio universo contorto e imprevedibile.
Vi avevo promesso che non vi avrei più tediato con post sdolcinati e malinconici, fatti di ricordi, passi a due e piedi nudi.
Bugia!
Già, perchè tutto è successo così rapidamente che quasi non ci ho capito granchè.
Vi ricordate il mio ultimo post, in cui vi raccontavo di aver fatto alcuni scatti a dei meravigliosi talenti?
Ecco, la nostra storia si è evoluta molto più in fretta di quanto non immaginassi, e così mi sono ritrovata ad un palmo da terra a fotografare quella stupenda Performance di cui vi parlavo.

E’ stata una proposta a cui non ho potuto rinunciare, tanto era il desiderio di congiungere, ancora una volta, due mie intramontabili passioni, fotografia e danza, e poter raccontare attraverso i miei occhi la posia che si respirava nell’aria.

E’ stato strano ritrovarsi a soddisfare aspettative nuove e sconosciute, ad eseguire degli scatti che non rappresentassero solo il mio personale gusto, ma che raccontassero una storia tutta loro. Mi sono imbattuta in volti che non conoscevo, ma che avevano da dirmi molto più di quanto non facessero a parole.
Non ho mai fotografato volti, non mi sono mai confrontata con una sfida, a mio avviso, tanto grande e complessa. Non è una questione di bellezza del soggetto in sè, ma di sensibilità nel carpire, senza artifici, le innumerevoli emozioni che si animano in ognuno di loro.

Ecco alcune fotografoe, timide e delicate, in segno di riconoscimento per la grande occasione che mi hanno regalato.

Loro sono dei meravigliosi talenti, su questo non c’è dubbio.

.S

P.S. Ringrazio il mio fotografo di sostegno, che ha dato il suo inestimabile contributo, Rua delle Stelle.

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“Bisogna avere ancora un caos dentro di sé…” (cit.)

“Bisogna avere ancora un Caos dentro di sè, per partorire una Stella Danzante”
Friederich Nietzsche

E’ una frase che ho sentito spesso ripetere da mia Sorella, F., che porta avanti, ormai da secoli, l’intramontabile passione per la danza.
E’ una passione che mi appartiene, ma che ho abbandonato, non senza una traccia di pentimento e dispiacere, a causa della mia più irrefrenabile passione per quello che vorrei dinvetasse il mio mestiere, l’Architettura.
E’ grazie a lei, alla scuola di danza in cui svolge le lezioni e ad un meraviglioso artista del contemporaneo, che ho potuto rubare una serie di timidi, forse bizzarri, scatti.
Stanno preparando una Performance che si terrà a Teramo, e di cui presto avrete notizie qui. Spero di poter partecipare e di tornare a rubare qualche meraviglioso scatto.

E’ stato terribile e sensazionale, al tempo stesso, potermi trovare di nuovo in una sala dove si respira dedizione, arte, musica ed emozione, tornare a lasciarsi trasportare da quella gestualità e tecnica che mi appartiene e, irrimediabilmente mi manca.
Non senza un velo di imbarazzo ho chiesto a questo insegnante di poter entrare nella sua classe e immortalare le ballerine, qualche piccolo tratto della sua meravigliosa coreografia. Non è stato semplice vincere la timidezza, visto che Francesco, così si chiama, ha anche una spiccata sensibilità per la composizione fotografica, e scatta frammenti assolutamente stupendi.

La danza è qualcosa che libera le emozioni più nascoste, non è solo un susseguirsi di passi e tecnica, di Attitude, Dèveloppè, Pliè, Port de Bras, è leggerezza, contatto con la terra, tenacia e forza, è abbandono, equilibrio e limiti, è eleganza e linee, brutalità e freddezza.
E’ Martha Graham e Giselle, ritmo e musica, è singolo e coro, è contatto e respiro.
Non riuscirei mai a spiegarlo meglio di così, non riuscirei a trascrivere quella sensazione di quiete che mi trasmette, unita all’agitazione da esibizione, alla rabbia degli errori, all’adrenalina di volteggio riuscito.
Vedere quelle mani, quei pieni, l’unitarietà dei gesti e la dovizia di dettagli personali, mi ha scombussolato, quasi da rimettermi in discussioni, da farmi domandare se riuscirei di nuovo a ritagliarle del tempo, a sperimentare di nuovo quell’insieme di sensazioni che vincono spesso la stanchezza.

 

.S

P.S. Non vi preoccupate,
non continueremo su questa linea di smancerie,
ci sono tantisssssime cose di cui parlare.

E’ Mercoledì_

Buongiornissimo Amici Cari!
E’ Mercoledì e visto che tendenzialmente il Mondo va a Rotoli ma certe persone sono senz’altro più umane, eccomi qui a trovare un buon motivo per condividere un momento di puro #smileriot!

Non posso assolutamente definirmi, in questo momento, una che se ne sta beata col sorriso, perchè qui c’è un complotto di Sfottifolletti che mi rende la vita quantomai difficile. Nulla va per il verso giusto, ironicamente e non, e nel tentativo di tirare su un po’ tutti i morali, eccomi per prima a mollare il muso lungo oltre lo schermo (assolutamente non funzionante) del mio pc!

Allora iniziamo con quelle personcine meravigliose che ne sanno sempre una più del diavolo, che hanno la creatività oltre ogni limite e che sono fonte di ispirazione per tutte le intraprendenti restylist di cose.
Obviously parlo delle nostre Funky Fanstastiche Mamas che proprio ieri ci hanno regalato due splendidi DIY, che non vedo l’ora di sperimentare. Uno qui           e l’altro qui         .

Se la creatività non fa per voi, ma siete più propensi a libri e pasticcini, allora dovete leggere questo. Il post ce lo regalano Marta&Ale di Cambiando Strada, e non appena leggerete il loro post, ovviamente tutto d’un fiato, il Libro finirà nella vostra Wish List, poi sul vostro Comodino, e solo alla fine nella grande pila di Libri letti, magari con una tazza di thè e uno dei dolci di Marta.

Tramite il fanstastico post sull’oscuro contenuto della nostra borsa ho potuto conoscere il blog, dal nome per me meraviglioso, di una mamma d’oltralpe, che si destreggia tra due Papole fantastiche, soprattutto per le loro espressioni verbali. Lei è Biancume di Volevo Chiamarle Frida, e ve la consiglio più che caldamente.

Non sono eccessivamente avvezza alla moda e all’estetica, ma per le signorine più curate seguitevi questo Blog oltratlantico, di queste tre favolose, e sempre in ordine, ragazze, che vi danno una calorosa mano quando, dopo che quel tizio, quello carino col sorriso da svenimento, vi ha invitate ad un aperitivo fuori, vi ritrovate con una chioma indomabile o la faccia da studentessa senza sonno. Non siamo per le frivolezze, ma una coccola ogni tanto ci fa anche bene.

Ed infine, per chi di voi possiede questa fantastica App (iPhone o Android possessori) ecco alcuni nomi che non possono assolutamente mancare al vostro elenco di Following: Studio A+Q, un progetto di Alessio, con le sue foto a dir poco bellissime, Due Architetti e una Cucina, che riempiono la mia giornata con tutta l’architettura che non posso vedere, Elegant Afternoon, con degli scenari che sospendono lo scorrere del tempo, Zucca Violina, che fa semplicemente delle bellissime foto.

E detto questo, alcune foto di questi ultimi giorni, e poi via a lavorare, che domani c’è una scadenza e il tempo stringe e io sono in alto mare e mamma mia quanto fa freddo in questo momento.

Tanti, Troppi Baci, Amici Carissimi.

.S

“Primavera non Bussa, Lei entra Sicura.”

Così è, Amici Carissimi!
Noi, residenti nel mezzo del caro Stivaletto, siamo passati  dalla neve, mandata giù a pupazzi interi, ad un caldo da far impallidire il deserto del Sahara.
Ma non lamentiamoci sempre (anche se io, Amici, non mi sono affatto lamentata del freddo battidenti, dalle tute da sci e dai piumoni a 12 strati di morbidezza) e prendiamo quello che di estremamente positivo ci regala questa Primavera Meravigliosa: una luce da lasciare sconvolti e di un umore lietissimo.

E cosa potevo mai fare, se non imbracciare la mia carissima Macchina Fotografica, la mia strepitosa Nipote e un certo qual numero di pupazzi e giocattoli, per fare foto, risate e scivoli al parco?!
Allora vi regalo questa Primavera, Sicura, Calda e Luminosa, che senza dubbio scalda i nostri visi, le mani operose, le idee friccicanti e i sorrisi spontanei.

Ringrazio De Andrè per una descrizione così precisa, oltre che per una canzone tanto meravigliosa, ringrazio la Signora Primavera per dei colori tanto deliziosi e la Piccola Grande Nipotessa, per la pazienza, l’allegria, l’energia.

Che dire, Amici Cari, la Primavera è arrivata con fare decisamente Trionfale, mi sbaglio?!

.S

Cartolerie da Trasporto_

Mano alla borsa e fate vedere cosa ci nascondete dentro!
Se questo è quello che ci chiede Zelda, Intraprendenti Internauti, non possiamo certo tirarci indietro. Bando alla vergogna (e nessuno più di me!) e facciamoci del male, riesumando i cadaveri che abitano le nostre FantaBorse!

Premetto (a.k.a. iniziamo a giustificarci) che la mia borsa è molto grande, che è dalla scoperta della ruota che non faccio i travasi del caso, che tengo tutto “perchè non si sa mai!”, che non scavo mai troppo a fondo perchè ho paura che il mostro delle borse, ormai bello pasciuto, mi amputi una manina santa!
Detto questo potete mollare la lettura e scappare o prendere il coraggio a quattro mani, farvi due risate e sbirciare tra le mie proprietà.

Vi risparmio, e se sapeste mi ringraziereste, le cartacce, gli scontrini, i fazzoletti usati e i resti di un rametto di mimosa.
Senza indugio ho riversato il contenuto della borsa sul pavimento. Ho tirato fuori ben quattro taccuini di varia natura, azzurri, rossi, ecologici, Moleskine, una scatola da 32 pennarelli colorati e altri vari pennarelli e penne colorate sfuse, riunite solo per l’occasione.
Non potevano mancare all’elenco le Chiavi di Casa, corredate del Porcospino di origini Tedesche, un Temperino, una Gomma e la Custodia degli Occhiali da Sole.
Tra le cose bizzare di cui non posso disfarmi abbiamo: la scatola, vuota e schiacciata, di Caramelle Leone, la confezione, anche questa vuota, di Gomme da Masticare Equo e Solidali, un pacchetto di Fazzoletti, rigorosamente vuoto (e chi mi conosce da più tempo dirà che all’appello mancano almeno due bottiglie di acqua vuote.) e il biglietto di una vecchia prenotazione di un viaggio in Trentino.
Ovviamento non mancano le chiavi della Macchina, che non vedono la luce dal millenovecentotrentasei, perchè, ringraziando i Giapponesi, la Macchina si apre senza, il Libretto Universitario, un Biglietto del Pullman usato, la Busta vuota di una Libreria (che fine avrà fatto il libro che c’era dentro?!), due Nastrini ed Elastico, che ormai non mi è più utile.
Per completare la Fiera delle Cose Bizzarre eccoli due Metri, uno Classico e l’altro Laser, che fino a qualche ora fa, erano corredati di blocco da schizzi rosso e Moleskine gigante. Vi ho risparmiato anche la mia copia di Internazionale che tutto sembrava, meno che una rivista. Certe volte sono tremenda!

Non è affatto male rimettere ordine ad una borsa, con una buona scusa. Potrei ripeterlo, magari con il mutare delle stagioni, mutano anche i contenuti.

Che dire, Amici, svuotate le vostre Borse, fotografate il misterioso contenuto e condividetelo! Bando alla Vergogna!
E se volete sbirciare dentro altre meravigliose borse, date uno sguardo alla cara Caju e dai nostri amici della Gastronomia Andreani, che definirei assolutamente geniali, ovviamente anche Zelda, con la sua borsa meravigliosa.

Tutte queste Borse da Signorina mi hanno fatto venir voglia di buttarci dentro un Lucidalabbra, giusto per sentirmi meno Carpentiere!

.S

P.S.: Tenetevi pronti, a brevissimo l’ultimo capitolo del viaggio in Trentino e altre entusiasmanti storie!

Se questo è il Lunedì ne Prendo Dieci!

Buon Martedì Amici Meravigliosi!
Come si evince dal mio titolo di oggi (o ieri, che ne so, siamo a cavallo tra le due giornate, ma ipotizzo che lo leggiate domani, insomma, come al solito ho fatto un casino!) se questo è il Lunedì potrei quasi ricredermi sul tanto odiato inizio settimana e rivederla in modo decisamente positivo!
Vi chiedete voi, come mai tanto entusiasmo?!
Perchè, nonostante l’eterna lista di cose da fare che ho stilato ieri sera, prima della nanna, le sorprese non hanno esitato a presentarsi, in tutta la loro bellezza e freschezza!
Prima tra tutti la messa on line del banner del Blog, da parte della nostra meravigliosa Caju. Sono tutta impettita, perchè lì si sta tra i Big, o meglio, tra le mie Blogger preferite, Caju inclusa! Fa sempre piacere ricevere certe belle richieste, soprattutto se le e-mail che l’accompagnano sono altrettanto meravigliose e insapettate.
Poi mi lusingo dei ringraziamenti di Sara, di Serendipity, di cui aspetto impaziente le sue foto per il nostro Day in Pics.
Mi sono anche piacevolmente scoperta tra i blog consigliati dalla famiglia Andreani, che curano un blog sensazionale, che adoro leggere e vivere silenziosamente. Li adoro! E per me è sempre una gioia indescrivibile. E ve lo consiglio vivamente, davvero!!
Ultimo, ma non per importanza, annuncio, anche qui tutta impettita, la nuova collaborazione con il Blog In Parole Semplici. L’autore, che si fa chiamare Josè, mi ha invitata a collaborare con la sua meravigliosa ed entusiasmante Scatola di Latta. A voi posso dirlo senza nascondermi, sono tanto emozionata quanto terrorizzata, perchè non so da dove iniziare, cosa regalare ai numerosissimi lettori che affollano le sue pagine e come poter eguagliare certe perle che vi si possono leggere.
Ovviamente non mi perdo d’animo, perchè io le sfide le adoro e  mi ci tufferò sicuramente a capofitto!
Perciò che dire, ogni tanto fateci un salto, chissà che non ci ritroveremo anche lì, e se non mi trovate o non ci sono, non demordete, ci saranno sicuramente collaborazioni da leccarsi i baffi. Sono tutta un’emozione!

E prima di lasciarci, come spesso ultimamente, vi regalo frammenti delle mie ultime giornate costellate dei lauree (no, non la mia, ma ci siamo quasi!).
Da domani, dunque, nuovi post, collaborazioni e progetti, soprattutto uno di cui presto parleremo.

Tantissimi Baci, Amici meravigliosi, che siano Buonissime Giornate!

.S

“Quante Miserie, Don Peppino, e siamo in Guerra.”

Buon Martedì, Amici Internauti.
Come procede questa settimana soleggiata e promettente?!

In questo Periodo mi sento Ispirata, Romantica e Propositiva. Non capita molto spesso, perciò è assolutamente necessario approfittarne. Siamo mica Matti?!

Procediamo con ordine e precisione, o finiremo chissà dove a parlare di chissà cosa.
Tutto è nato grazie al prezioso post di Zelda was a Writer, proprio questo post qui, che vi consiglio di leggere ed amare almeno un decimo di quanto non l’abbia fatto io.

Fatto?! Letto?!

Affascinata dall’idea che persone lontane, nel tempo e nello spazio, abbiano lasciato per iscritto pensieri, paure, eventi, aggiornamenti da regalare a chi si vede di rado, mi ha portata a spulciare le innumerevoli bancarelle domenicali. Ne ho trovate infinite, ma tutte con un difetto a mio avviso senza precedenti: catalogate per regione o località. Perciò vi erano una quantità impressionante di Torino, in tutte le forme e i colori, bianco e nero, seppia, sbiadito dal tempo, così come Milano, o Bolzano. Una barbarie per le storie raccontate. Così probabilmente ci sarà un’amante sospirante sparpagliata tra diversi mucchietti fermati da elastici. Ho spulciato interi mazzi, sdegnandomi per quei nomi lasciati soli in mezzo a tanti altri sconosciuti, mescolando storie probabilmente di estrema bellezza.

Non tutto è perduto, però! I meno fissati della catalogazione mi hanno regalato un piccolo mazzo di sole otto cartoline, pescate per bellezza, grafia e piccoli dettagli, tra le numerose indirizzate a questo uomo.

E’ il 1943. La Corrispondenza viene recapitata tra La Spezia, Forte dei Marmi e Brindisi.
Me lo immagino così, il Tenente Cappellano Don Giuseppe Filipponi, detto anche Don Peppe o Don Peppino, piuttosto giovane, sulla trentina al massimo, sorridente, preso da mille impegni, di lingua sciolta, perciò chiacchierone e buon compagno. Non mi chiedo quale fosse la sua scelta politica, il suo schieramento sull’argomento della guerra, sono però certa che si trattasse di un gran dolore il distaccarsi da casa.

Ho anche provato a cercarlo, per dargli un luogo di nascita, un volto, una storia molto più completa. Ma forse è più bello così, per lasciare indefinito questo tempo tanto lontano.ù

E’ l’otto Marzo 1943. Destinazione La Spezia.
“Carissimo D. Peppe [...] Qui si sente molto la vostra mancanza. Ricordatevi che vi aspettiamo presto, almeno per le solite scatole.”
A margine, in un angolo, una diversa grafia, più fitta e spedita. L’incursione di un augurio e un distinto saluto, siglato da un’illegibile firma.

E’ il Venticinque, non si capisce che mese, 1943. Destinazione La Spezia Forte dei Marmi.
“Carissimo don Giuseppe [...] Ringraziando il Signore e S. Antonio sono stato ammesso al corso superiore. Il giorno 20 l’ho passato veramente sulle spine e mai come quest’anno sono stato tanto inquieto nell’aspettativa dell’esposizione dei quadri.”
Un lungo elenco di chi ha passato l’esame, chi ce l’ha fatta per un pelo, chi, purtroppo, è stato rimandato, o bocciato, o ripeterà gli esami in Settembre.
“Quando farete un’altra scappata? E la Gita? La Montagna dei Fiori ci aspetta.”
Saluti, arrivederci, anche da parte della mamma, ricordi affettuosi.
Firmato A. Sebastiani 

E’ il Venticinque Giugno 1943. Destinazione Brindisi.
“Bene arrivato! Un Infelice favore: non distruggere i ricordini pasquali di quest’anno e soprattutto dell’anno scorso! Manderò qualcuno a prenderli, perchè a bordo mi son preziosissimi.”
Passa dal postino, cambia regolarmente l’indirizzo della corrispondenza, salutissimi ai graduati.
“Buon Lavoro!”
Firmato Don Gaspare

E’ il 29 Giugno 1943. Destinazione Brindisi.
“Carissimo don Peppino Come mai mi è mancata la tua risposta alla mia, in cui ti dicevo che l’operazione non la facevo più per ora [...] ero libero di poter trascorrere qualche giorno da te? [...] Sentivo ora il giornale – radio a’ annunziato la nuova tremenda incursione su Livorno. Ho scritto subito a Roberto. [...] Il Liguore lo proteffa. Di noi nulla di nuovo, solo il povero D’Angelo [...] si trova in cattive acque [...] Quante Miserie, Don Peppino, e siamo in Guerra. Qualcosa di incomprensibile, coperto anche da timbri e usura del tempo.
Firmato incomprensibile.

E’ il Due Luglio 1943. Destinazione Brindisi.
“Caro Don Filipponi [...] Sapevo, da mia moglie, della vostra improvvisa partenza e me ne è molto dispiaciuto. Anche Duilio ha salpato le ancore e che è tuttora a Verignano in attesa di ripartire per Augusta. Anche noi qui non siamo fissi e già si parla di trasferimento prossimo, in blocco, a Cattolica e Falconara. Come vedete riaffiora il famoso detto “Cosa bella e mortal passa e non dura”. [...] Ho trovato la vostra foto – ciclistica e vi ringrazio, e so che avrete avuta la nostra.  [...] manterremo vivo nel clima della reciproca stima e simpatia che ci lega.”
Dietro di sbieco “Vivi ringraziamenti per la bottiglia e il pacchetto [...]“
Firmato Alberto Del-Buono. 

E’ il Sette Luglio 1943. Direzione Brindisi.
“Carissimo [...] poi fammi sapere presto e più a lungo tue notizie. Io sono stato a casa 4 giorni, ho visto tua mamma e l’ho rincuorata. Paolo [...] spera nel Congedo. Qui fa un caldo cane ma per ora tutto è calmo. [...] Molti dei nostri ora prendono tale via e avrai modo di incontrarti con molti Ascolani.”
Firmato Don Carlo.
Un timbro copre tutta l’ultima parte di convenevoli. “Verificato per Censura.” 

E’ il Ventitrè Luglio 1943. Destinazione Brindisi.
“Caro Don Peppino, [...] sono stato da tua zia, la quale mi ha detto che ti ha risposto e la devi scusare che tarda qualche volta, perchè tu ben sai le preoccupazioni le occupazioni che ha. [...] In quanto a la tua pratica ancora nulla di nuovo, ma tua zia dice «mentre tu dormi lei veglia» [...] però mi dice tua zia che andare spesso in licenza nuoce, ma tu invece, se puoi, vai più che sia possibbile. Sono lieto di saperti in ottima salute e come tale ti assicuro di me anche dopo il ………… di Roma.”
Mille saluti, abbracci.
Firmato  

Mi faccio infinite domande, mi struggo ancora per certi pensieri, alcune affermazioni e fremo nell’attesa che torni quella bancarella, un po’ disordinata, per la stessa storia, o forse per un’altra, chissà.

.S

Vi Racconto il Trentino_Volti

Buonasera, Amici Internauti.
Eccoci al secondo appuntamento del Trentino Tematico, Visto da me e Regalato a Voi, per custodirlo e apprezzarlo, almeno un po’.
La “prima” puntata di questo Viaggio, in pochissime fotografie, potete trovarla qui, spero vi piaccia.

Questo Trentino è diverso, è un Trentino di Volti, di Sorrisi, di Maschere, di Ragazzi.
Un Trentino umano e sereno, evocativo e storico.

Vi Racconto un Trentino di Volti.

.S

Rimorso per aver Fallito o Rimpianto per non averci Provato? _ Riflessioni a Caldo

Buon Pomeriggio, Buon Martedì e Buon Avvicinamento della Primavera, Amici.
Come state? Quanto tempo che non ci si fa vivi, eh?

Come sapete, o se non lo sapete va bene lo stesso, qui è tutto un corri corri, nel disperato tentativo di accalappiare una Laurea che pare preferire mesi decisamente più miti, probabilmente meglio il sole al tempo incerto di un Aprile sempre lunatico.
E così ho passato le ultime leopardiane settimane a stampare, studiare, sottolineare, calcolare e così via, passando da un esame all’altro come un funambolo un po’ goffo esattamente al centro della fune. Tanto ce ne vuole per andare avanti e tanto ce ne vuole per tornare indietro.

Il dilemma che dopo ieri, un declino tecnico su tutta la linea, mi attanaglia è se provare il Rimorso di aver fallito l’esame o preferire il Rimpianto di non averci provato affatto.

Di solito si preferisce il primo al secondo, e conoscendomi ho tentato il tutto per tutto per non stare lì a scuotere la testa davanti allo specchio chiedendomi perchè non ci avessi almeno provato.
Però non posso fare a meno di chiedermi se sia stata davvero la scelta giusta. Ho passato due settimane pressochè infernali a cercare di raggiungere il mio livello standard di conoscenza, che solitamente (giusto perchè odio fare brutte figure) sono sopra a “ho aperto almeno una volta ogni singolo capitolo”, ma decisamente sotto al “se mi chiedesse quando è nato, si è sposato e morto il tizio al quale nel paragrafo 22 il testo vagamente riferiferimento, prenderei sicuramente 30″. Insomma, ho fatto del mio meglio su una materia che sinceramente, e me ne scuso con i veri architetti, mi sto ancora interroganto senza tregua. Purtroppo se ne riparlerà più in là, certamente con più tempo, meno ansia (???) e un raggio di sole in più.

Pensavo dunque proprio questo, una volta uscita da quell’esame con un professore che avrà poco più della mia età, la faccia pulita da neo laureato e la cattiveria della Strega di Biancaneve, Cenerentola e Freddy Krueger messi insieme: “Rimpianto o Rimorso?”
Si dice sempre che il Rimorso sia meglio, perchè almeno si può dire di aver tentato e di non aver mollato prima di iniziare, ma dimostrare apertamente il proprio fallimento è davvero meglio che rimpiangere?! Non so, inizio ad avere dubbi anche su “averci provato”, perchè provarci con l’idea di fallire sicuramente non è provarci davvero.

Oh, Amici cari, parlare di rimpianti o rimorsi mi sembra quasi di eguagliare le discussioni su quale sia la merendina migliore da portare a scuola. Quasi come voler scegliere tra pizza con la mortadella e panino con il prosciutto crudo, quello di casa.

Ultimamente non ho idee chiare su nulla, non sono totalmente schierata quasi su nulla, perciò, voi cosa mi dite? Rimpianti col macigno del Fallimento o Rimorsi con la croce di una certa Codardia? Aiutatemi!!

Chissà, nel frattempo le ultime, pochissime, foto di queste settimane di distanza.



E molto presto un nuovo appuntamento con il Trentino.

Rimpianti o Rimorsi?
.S